Acli e sindacato a Firenze negli anni 1945-1950


Il libro ricostruisce la nascita delle Acli in Toscana negli ultimi mesi del 1944 e nei primi del 1945 avvalendosi di documenti d’archivio e di numerose testimonianze dirette di coloro che protagonisti a livello provinciale e locale.
Spicca la figura di Giorgio La Pira che fu il primo presidente delle Acli fiorentine e che nell’assemblea costitutiva, tenutasi il 19 marzo 1945 a Palazzo Pucci affermò un mondo tramontava ed uno nuovo,perché per la prima volta la classe lavoratrice era “al timone della nave sociale”.
Le Acli che hanno recentemente festeggiato il 60° anniversario della loro fondazione, portarono nelle fabbriche e in tutti i luoghi di lavoro la dottrina sociale della Chiesa; con una testimonianza di evangelizzazione e di azione sociale attuata in forme originali:attraverso i Circoli territoriali ed i Nuclei aziendali.
Le successive vicende della guerra fredda, della spaccatura fra i Partiti del CNL e, soprattutto la rottura dell’unità sindacale, spinsero le Acli ad essere parte attiva del sistema politico che ruotava attorno alla DC,ma sempre con una loro autonomia e con una struttura organizzativa capace di veicolare l’elaborazione di un proprio percorso parallelo a quello della sinistra democristiana ma in modo autonomo.
Oltre che a Firenze, il libro che si avvale anche di un’ampia nota politica elaborata da Mauro Messeri, fa riferimento alle province di Arezzo, Grosseto, Livorno, Pisa, Pistoia e Siena ove sono stati trovati documenti e testimoni. Prende in esame il primo decennio di vita dell’associazione, fino alla nascita della Cisl.
Le Acli, infatti, nell’arcipelago cattolico assolvevano alla funzione presindacale in quanto si riteneva che all’interno del sindacato unitario fosse necessaria un’azione formativa sui principi della dottrina sociale cristiana. Al momento della nascita della Cisl, molti pensarono che la nunzione delle Acli che avevano fornito i quadri alla nuova organizzazione, fosse esaurita.
In realtà i loro principi ispiratori restavano pienamente validi solo che spostarono la loro sfera applicativa a più numerosi ambiti della società civile nella fabbrica ma anche nel quartiere, nel piccolo centro, nella gestione del tempo libero, nel rapporto di interlocuzione con le istituzioni locali