Gli ideali, le illusioni, che segnarono la fine degli anni ’60 quando sognavamo di trasformare il mondo in un’oasi di pace e di giustizia mi fanno tornare in mente di versi di Louis Aragon tratte dal volumetto “Studenti di Francia”.

Quando ero giovane mi raccontavano
che presto sarebbe venuta la vittoria degli angeli
Ah come ci ho creduto, come ci ho creduto
Poi ecco che sono diventato vecchio



Poi sono venute le delusioni, le frustrazioni di chi ha visto naufragare gli ideali ma queste delusioni non sono mai state tali da farmi condividere il noto aforisma di Karl Kraus.
“Tutti i pensieri ormai sono trincee e i miei addirittura catacombe. Si vive una volta neanche quella”.

La vita porta con sé valori inestimabili e tanto più grandi quanto sono valori intimi, non legati al successo quando la sfera pubblica è fatta di impegno sociale che non ha per scopo l’autoaffermazione e mi piace ricordare gli splendidi versi di Roberto Vecchioni:

...Figlia, figlia
Non voglio che tu sia felice
Ma sempre contro
Finché ti lasciano la voce
E allora tu grida forte, la vita contro la morte...


(R.Vecchioni -Figlia-)

Poi un lavoro onesto, una famiglia,la partita di calcio con gli amici la domenica mattina. La vita vera.

Giorgio VanStraten, "Hai sbagliato foresta"



Questa frase mi ha sempre colpito: la vita vera.
Quando gli ospiti gremirono il parco della villa per fare festa alla golden girl che si era diplomata pensai senza alcuna invidia anzi con un certo compiacimento quando noi quattro di famiglia al termine della cena festeggiammo Erika che aveva conseguito la maturita’ classica con il massimo dei voti.
Non ci furono ospiti ne’ regali ma il regalo piu’ bello ce lo fece il docente di greco di latino che nel pomeriggio aveva telefonato per congratularsi con mia figlia e con noi. A questo proposito ricordo uno dei racconti di Padre Brown, di Chesterton: ”Lo strano delitto di John Boulnois” in cui un plurimiliardario che ha raggiunto il successo e la notorietà internazionale alloggia nella dependence del suo castello l’amico d’infanzia Boulnois per fargli toccare con mano il suo successo e farlo morire d’invidia. Ma il prof. Boulnois vive tranquillo tra i suoi libri, con la sua famiglia e non ha alcuna invidia, né cerca successo o notorietà. Tanto che il miliardario impazzisce dalla rabbia.
Sono convinto che nei valori semplici ci sia l’essenza della douceur de vivre, e amo “cantare” mentalmente i versi indimenticabili di Generale, di Francesco De Gregori che narrano la fine degli orrori e dei clamori della guerra



...solo aghi di pino
e silenzio e funghi
buoni da mangiare
buoni da seccare
da farci il sugo
quando viene Natale
quando i bambini piangono
e a dormire non vogliono andare...



E quello della pace è l’altro, immenso valore. Non ho conosciuto gli orrori della seconda guerra mondiale ma essendo nato nel 1947 li ho sentiti raccontare molte volte come ricordi ancora “a caldo” ed ho conosciuto i drammi della guerra fredda che spesso sfociava in guerra guerreggiata come in Ungheria e in Vietnam quasi a riprova di quanto aveva scritto Steinbeck ne La luna è tramontat.

La guerra è sempre tradimento e odi...tortura, assassinio, disgusto e stanchezza, finché poi è finita e nulla è mutato, senonché c’è una nuova stanchezza, un nuovo odio (Steinbeck, "La luna e' tramontata").



...Oh Barbara
Piove senza sosta su Brest
Come pioveva allora
Ma non è più la stessa cosa e tutto è crollato
E' una pioggia di lutti terribili e desolata
Non c'è nemmeno più la tempesta
Di ferro d'acciaio e di sangue...


Prévert- (Barbara)


E la guerra, ieri , oggi, sempre colpisce soprattutto i più deboli, a cominciare dai bambini

...ora i bambini dormono nel letto del Sand Creek...

De Andrè "Sand Creek"


e anche la pietas e' spesso a senso unico


...non preghi, adesso, soldato blu?
Di una poesia, qualche bella frase...


Dal film "Soldato blu"


Ma la vita torna sempre a prendere il sopravvento come ci ricorda Salvatore Quasimodo:

...e tutto mi sa di miracolo
E sono quell’acqua di nube
Che oggi rispecchia nei fossi
Più azzurro il suo pezzo di cielo
Quel, verde che spacca la scorza
Che pure stanotte non c’era...


S. Quasimodo