Diario d'estate




E al Dio degli inglesi non credere mai
De André





La prima osservazione è sul fuso orario. La Spagna che si trova più ad est dell’Inghilterra e la Francia che è attraversata dal meridiano di Greenwich hanno il nostro stesso fuso orario mentre a Londra siamo un’ora indietro.
Bizzarrie inglesi che a causa del meridiano zero si sentono padroni del tempo? No, questa volta hanno ragione loro.
In omaggio all’Unità europea, Francia e Spagna sono allineate a Germania e Italia bel fuso orario –1 mentre, dal punto di vista geografico dovrebbero essere nel fuso zero Greenwich.

Il risultato è che in Francia e in Spagna il sole sorge molto tardi al mattino e tramonta molto tardi la sera ..e noi diciamo..sono paesi mediterranei, si vive di sera…no,sono paesi con il fuso orario sfasato.
L’unione europea si costruisce su altre basi, non sull’unificazione arbitraria degli orari. Infatti, Gli Usa che hanno al loro interno vari fusi orari sono una Confederazione molto solida, nessuno lo può mettere in dubbio.

Che COLD voglia dire freddo, passi ma che il rubinetto dell’acqua calda sia a destra e quello dell’acqua fredda a sinistra è una provocazione … ogni volta finisco per fare ai denti una sauna.
D’altronde, perché meravigliarsi? Non è forse vero che qui nel regno Unito public school significa scuola privata? E hd qui si guida a sinistra perché non conoscono i punti cardinali tanto che l’ovest si chiamava (W)est.

In autobus da Oxford si guasta l’impianto di aria condizionata (o sarà una politica di risparmio?) l’autista apre il portellone sul tetto del bus e indovinate a chi va addosso la pioggia nel frattempo sopraggiunta?
Due spagnole mi offrono cortesemente un telo di plastica nero in cui si erano avvolte e che sembrava proprio ricavato dai sacchi dell’immondizia… Per di più, o l’autista dorme o l’autobus arranca perché i chilometri passano lentamente….troppo lentamente poi ricordo che a dispetto di tutte le norme europee qui le indicazioni sono ancora in miglia e un miglio è più di un km come la sterlina con l’euro, gli inglesi vogliono primeggiare anche in questo.. A Covent Garden la sera ci sono I Buskers e ci siamo noi, i biskers loro suonano noi. Paghiamo salato

Questa volta mi sento realista e decido di andare a Buckingham palace. Il Biglietto dodici sterline (Urka!) ... il giapponese davanti a me tira fuori 30 sterline. e ritira i biglietti con il resto. Io addirittura presento la cifra esatta( 24 sterline) …e aspetto i biglietti ma la cassiera si profonde in un un’orazione appassionata… di cui non capisco niente perché il suo inglese è una lingua completamente diversa da quella che conoscevo.
Forse vuole essere cortese, forse vuole dare indicazioni ma non capisco perché il Giap ritira i biglietti e via, ed io sono costretto ad annaspare in un mare di parole pronunciate con accento marziano (certo, loro sono di madrelingua e quindi pronunciano come vogliono..va bé allora ce lo insegnino meglio).

Chiusa digressione.. mentre continua a parlare, la cassiera vede il mio sguardo supplichevole, i miei gesti di chi dice per favore mi dia i biglietti e mi lasci andare..allora indica con insistenza il mio orologio…
Ecco..lo sapevo sono incappato in qualche aumento ..le 24 sterline non bastano più e lei vuole il mio orologio ..tiro fuori altre 10 sterline..la cassiera fa segno di no e continua a indicare il mio orologio …vuole proprio quello.va be’ me lo sfilo, tanto è vecchio e la batteria quasi scarica e glielo porgo.La cassiera si mette a ridere e mi scrive su un foglio “ore 10,30 prossimo turno di visita” ah era quello .. ci voleva tanto?

Visita alle sale di rappresentanza di Buckingham Palace :Per ovvii motivi di rispetto della famiglia reale, vietato fare foto e vietato usare il cellulare. Mentre siamo sullo scalone d’onore risuonano le note de “La donna è mobile”, Cellulare di Cristina, e appare il numero di Erika.
Non facciamo in tempo a prendere la chiamata. Ed io mi affanno a rifare il numero. Nel frattempo due guardiani arrivano con fare deciso per farci rispettare le regole di silenzio. Noi esclamiamo “emergency” nostra figlia da Parigi. Le guardie si impietosiscono …riseco a stabilire la comunicazione…Erika vuole sapere quale linea del metro deve prendere per andare a Saint-Denis. Per un momento vorrei essere lo strangolatore di Manhattan.

Fine della visita assalto ai gadget nel parco del palazzo reale.i bene infornati dicono che la regina si sia affacciata ed abbia mormorato con trepidazione a Filippo ..ma se ne saranno andati quei due italiani?

E’ il momento della partenza . Valige nella hall e taxi.
Questa volta capirsi dovrebbe essere facile. Good morning. Victoria station, please. Il tassista, ette in moto ma come al solito pone un’altra domanda, con una frase di cui capisco una parola su dieci. ostinatamente ripeto ..victoria station train for Gatwick airport . Allora lui s’illumina e dice : ah Viccioria station! Ok….
Gente sempre più strana questi inglesi che mettono alla loro regina un nome latino poi lo pronunciano in tutt’altro modo ..bah

Sterline orami quasi esaurite… visto che c’è tempo cambio un po’ di soldi per i biglietti del Gatwick express .Con colpo di furberia, per evitare un doppio passaggio decido di cambiare in sterline una trentina di dollari… il cambiavalute guarda i dollari con aria di sommo schifo, poi prende la calcolatrice e dice che per quaranta dollari, al massimo mi può dare 16 sterline e spiccioli.
Passo allora agli euro che sono quotati un po’ (poco) meglio 18 euro….
Infine, poiché il tassista ci aveva scaricato da tutt’altra parte, invece del Gatwick express mi infilo in un locale che, comunque arriva egualmente all’aeroporto.
Sembra una tradotta del 1915-18, anzi probabilmente lo è. Ma il vero pericolo che si para davanti è che non riusciamo a capire come si aprano le portiere.
Non ci sono leve, pulsanti o altri marchingegni,…e guarda caso nessuno scende a Gatwick, allora chiediamo aiuto a un nativo il quale si alze e (..elementare Watson) si mette il braccio fuori dal finestrino e apre dall’esterno….