Articoli e saggi





Di oltre 200 articoli e saggi pubblicati su riviste scientifiche e in rubriche specializzate di periodici ne riporto alcuni di argomento storico e filosofico:


1) Sistemi politici e diffusione del potere, “Studi di Filosofia” n. 1/74
Nel mondo bipolare i sistemi politici tendono ad isolarsi dalla società civile ma proprio la diffusione del potere è la caratteristica più pregnante della demcorazia.

2) Dialettica politica e tecnocrazia, “Prassi e Teoria” n. 2/76
Horkheimer, Adorno, Marcuse, Habermas: una dialettica senza sbocco o una via di uscita? (questo saggio ha vinto il premio letterario Arcal Rai nel 1976).

3) Blanqui e la Comune di Parigi nel pensiero di Arturo Labriola, “Prassi e Teoria” n. 3/77
Arturo Labriola cerca nel pensiero di Blanqui e nella Comune degli antecedenti illustri, differenziandosi da Sorel per questa accentuazione politica.

4) Cultura e politica nel primo Gramsci, “Prassi e Teoria”n. 1/78
L’esperienza torinese di Gramsci tra idealismo e marxismo ma soprattutto contro il determinismo.

5) Avere ed essere: l’ipotesi di Fromm Studi di filosofia, “Politica e diritto” n. 1/79
L’analisi di Fromm cade nell’eudaimonia individuale perdendo gli aspetti più significativi della Scuola di Francoforte.

6) Mussolini socialista: dal ribellismo al protofascismo, “Studi di filosofia” n. 1/80
Nell’esperienza socialista di Mussolini si accentuano progressivamente caratteri che poi saranno tipici dello stile fascista:ma quando avviene in realtà la svolta?

7) La parabola del socialismo rivoluzionario dal fiumanesimo al protofascismo, “Studi di Filosofia” n. 2 /80
Dall’adesione di Arturo Labriola alla guerra di Libia all’interventismo di Corridoni fino all’avventura fiumana: il mutamento di linea politica di vari esponenti del sindacalismo rivoluzionario.

8) La finis Austriae nell’inconscio dell’uomo europeo, “Testimonianze” n. 9/84
La dissoluzione dell’impero asburgico in parallelo alla crisi dell’uomo eurocentrico.

9) I giorni della Fenice, "Testimonianze” n. 5/85
Il maggio francese, ultima espressione della cultura eurocentrica.

10) Uno specchio per l’Europa, “Testimonianze” n. 3/90
Un’europa autoreferenziale è destinata a decadere e a isolarsi da quando gli assi del mondo s’intersecano sul pacifico.

11) Lui, lei l’altra e la Corona (Caterina de’ Medici de Enrico II), “Cosmopolitan” n. 09/90
Caterina de’Medici e Diana di Poitiers si contendono il cuore di Enrico II ma soprattutto il potere e in nome del potere si alleano.

12) Re di cuori (Milan e Alessandro Obrenovic), “Storia e Dossier” n. 55/91
L’uccisione del re di Serbia al culmine di mosse politiche tendenti ad isolarlo.

13) Un ducato tutto per me (M. Luigia di Parma), “Cosmopolitan” n. /92
A Parma M. Luigia non è più la moglie di Napoleone ma un Capo di Stato che agisce con perizia e determinazione.

14) In mano nemica (Francesco I), “Storia e Dossier” n. 59/92
“tutto è perduto fuorché l’onore” disse Francesco a Pavia. Ma dopo, cosa avvenne?

15) Moventi di guerra (1949), “Storia e Dossier” n. 61/92
Dopo Sarajevo prevalse il timore degli Stati maggiori di essere impreparati all’attacco nemico e il gioco delle mobilitazioni, dei bluff e controbluff della diplomazia gettò l’Europa nel baratro.

16) Attentato a Palazzo (attentato di Damiens a Luigi XV), “Storia e Dossier” n. 62/92
Chi c’era dietro la lama di Damiens? Perché l’attentato a Luigi XV le “bien aimé”?

17) Gaudente ma non solo (Edoardo VII), “Storia e Dossier” n. 71/93
Edoardo VII tenuto ai margini della vita politica dalla regina Vittoria, dimostrò nei pochi anni di regno di essere un sovrano di ampie vedute e patrocinò con successo l’Etente cordiale con la Francia.

18) Compagni si sciopera, “Storia e Dossier” n. 74/93
1904: il primo sciopero generale nazionale, timori di una rivoluzione e ruolo decisivo di Giolitti per scongiurarla.

19) La Verità e la menzogna: L’affaire Dreyfus divide la Francia “Storia e Dossier” n. 82/94
Dreyfus era innocente. Ma si trattò di un errore giudiziario o fu scelto come capro espiatorio? E chi si voleva coprire? Quale ruolo giocarono ambienti dello Stato maggiore francese?

20) Caporetto alla francese (Chemin des Dames), “Storia e Dossier” n. 91/95
Attacchi frontali nella guerra di trincea che portarono ad un disastro e alla rivolta in molti reparti dell’esercito.

21) Il canale conteso: XIX secolo Potenze a confronto a Suez, “Storia e Dossier” n. 97/95
Negrelli, Lesseps e i lavori per la realizzazione del Canale.Poi un sottile gioco fra Inghileterra e Francia per impadronirsene.

22) La trappola del cancelliere, “Storia e Dossier” n. 99/95
Il dispaccio di Ems e la guerra franco-prussiana.Perché Napoleone III cadde nella trappola di Bismarck?

23) La notte di Avalon, “Testimonianze” n. 395/95
Artù e Ulisse due diversi archetipi della cultura occidentale.

24) Versailles 1785: la collana dello scandalo, “Storia e Dossier” n. 117/97
Il processo per il furto della collana di Maria Antonietta diviene un atto d’accusa contro le spese folli della regina e la sua caduta d’immagine preannuncia la rivoluzione.

25) Per i giovani non c’è posto?, “Testimonianze” n. 395/97
L’occupazione giovanile fattore imprescindibile ma disatteso di ogni modello di sviluppo sostenibile.

26) Enrico III: il re del niente, “Storia e Dossier” n. 132/98
Dal 1575 al 1589 nella Francia lacerata dalle guerre di religione si disputa una complessa partita che ha come posta il trono, con un gioco di alleanze, di tradimenti.. Protagonisti i tre Enrichi (di Valois, di Guisa, di Borbone).

27) Francia 1951 Il piano Rubiconde, “Storia e Dossier” n. 137 e 138/99
A Parigi tutti parlavano di un colpo di stato ma nessuno ci credeva: Adottando un altro profilo istituzionale, senza pose autoritarie, Luigi Napoleone interpreta il desiderio dei francesi di sicurezza e di prestigio internazionale.

28) Vienna 1683: l’ultimo assedio, “Storia e Dossier” n. 140/99
Alle soglie del XVIII secolo l’Europa è minacciata dall’espansionismo ottomano. Ma è solo l’ultima spallata di un Impero che per secoli ha sognato di dilagare in Germania, in Italia, in Francia.

29) Fashoda, “Storia e Dossier” n. 141/00
Un percorso avventuroso dall’Atlantico al Sudan porta il capitano Marchand ad occupare Fashoda. Ma ciò spinge francesi e inglesi ad un braccio di ferro che rischia di scatenare una guerra europea. La conclusione sarà però diversa.

30) Il Killer del palcoscenico: l’assassinio di Lincoln, “Storia e Dossier” n. 145/00
Lincoln fu assassinato da un fanatico sudista. Ma forse John Booth, di professione attore, non si limitò a sparare. Forse stava interpretando un copione scritto da un abile regista. Solo che non conosceva la conclusione della vicenda.

31) La damnatio memoriae dei Kennedy, “Il Governo delle cose” 2003
John e Robert Kennedy sono due figure-mito del ‘900 ma paradossalmente i media hanno operato un rimozione ei loro confronti. Se ne occupano solo per la leggenda nera della saga familiare o per pettegolezzi postumi. Sia a destra che a sinistra si parla di loro frettolosamente, quasi con imbarazzo. Perché?

32) La Pira presidente delle Acli fiorentine, “Il Governo delle cose” n. 01/04
Tra le molte attività, La Pira fu anche i fondatore e il primi presidente delle Acli fiorentine. Si ripercorrono in queste pagine i primi passi dell’associazione nel capoluogo toscano.

33) Il sogno di Afrodite, “Il Governo delle cose” n. 03/05
Nel promettere a Paride di fargli conquistare Elena, Afrodite sapeva che avrebbe Scatenato una guerra. Ma forse era questo il suo scopo. Per una lettura archetipica del mito.

34) I Mulini a vento di Che Guevara, “Testimonianze” n. 06/05
Un mito che va oltre le ideologie. Che diviene simbolo universale e archetipo cristologico :Ma oggi che valore ha per le nuove generazioni?

35) Il regno dell’estate, “Il Governo delle cose” n. 09/05
La saga arturiana e i problemi dell’uomo contemporaneo. Alla ricerca di un finalismo perduto, di un ottimismo della volontà.

36) Le profezie avverate di Giorgio La Pira, “Il Governo delle cose” n. 10/05
La Pira, Fatima, la conversione della Russia. Quella che sembrava utopia era in realtà una lucida previsione che orientava la politica del Sindaco di Firenze.

37) Il sole nero di Hiroshima, “Il Governo delle cose” n. 11/05
Il sessantesimo anniversario di Hiroshima è stato ricordato frettolosamente dai media e Hiroshima non è mai stato "soggetto" ambito dal cinema. Perché è il dark side dell’Occidente e ancora oggi l’evento viene inconsciamente rimosso.

38) L’inganno di Apollo, “Testimonianze” n. 445 marzo 2006
Il divario fra Oriente e Occidente è simboleggiato dalla scissione nietzschiana fra Apollo e Dionisio. Ma in realtà le due figure erano complementari, talvolta finivano per identificarsi. L’inganno di Apollo fu di aver accentuato questa scissione e di considerarla come contrapposizione fra civiltà e barbarie.

39) Legalita' e "gli affari tuoi", "Il governo delle cose" marzo 2006
La cultura della legalità per essere pienamente efficace, deve innervarsi nella vita quotidiana, nei comportamenti sociali diffusi. Per questo occorre un’accezione della legalità che si distingua dal mero legalismo proprio perché promuove la tutela dei diritti di cittadinanza con uno stretto rapporto fra diritto positivo e valori condivisi.

40) Il consumismo che non sazia l'uomo, "Il governo delle cose" aprile 2006
La qualita' della vita riguarda anzitutto la salute, la tutela dell'ambiente, la vivibilita' dei centri urbani. Ma e' un parametro che interseca ogni dimensione dell'agire, dal lavoro alla sicurezza sociale, dai diritti di cittadinanza alle attivita' del tempo libero. Ed e' riduttivo parlare semplicemente di "Stile di vita" perche' il punto principale e' la condivisione sociale, vissuta non come limite, come autocoercizione, ma come diversa gestione del tempo, dello spazio, delle relazioni sociali.

41) Il fiore della vita, “Il Governo delle Cose, n. 44 aprile 2006.
La qualità della vita riguarda anzitutto la salute, la tutela dell’ambiente, la vivibilità dei centri urbani. Ma è un parametro che interseca ogni dimensione dell’agire, dal lavoro alla sicurezza sociale, dai diritti di cittadinanza alle attività del tempo libero. Ed è riduttivo è parlare semplicemente di “stile di vita” perché il punto principale è la condivisione sociale, vissuta non come limite, come auto-coercizione ma come diversa gestione del tempo, dello spazio, delle relazioni sociali.

42) Una nuova mission per le sedi regionali della Rai, "Il governo delle cose" maggio 2006
Analisi del ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo sul territorio e potenzialità ancora inespresse, specie per quanto riguarda programmi di utilità e di valorizzazione delle tradizioni culturali. Il fil rouge dell’articolo è “non solo news” ovvero la necessità di dare spazio all’approfondimento rispetto al continuo bombardamento di notizie “frettolose”.

43) Quei silenziosi, decisivi,anni ’50, "Il governo delle cose" giugno-luglio 2006
Gli anni ’60 e ’70 sono per antonomasia un periodi di svolta. Che, però, è stato preparato negli anni ’50. Appunto nell’immediato dopoguerra e nel periodo della guerra fredda nascono i germi del cambiamento epocale.

44) Analogie e complementarietà nei reality e nelle fiction televisive, "Rivista del Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università di Pisa" ottobre 2006
Docu-fiction come forma di divulgazione culturale. E' questa la nuova frontiera della ibridazione dei generi televisivi? Analisi dei reality e delle fiction in questa prospettiva.

45) Vestivamo alla Che Guevara, "Il governo delle cose" n. 49/50 ottobre-novembre 2006
E’ la prima di due puntate che affrontano una fenomenologia del mito di Che Guevara a quarant’anni9 dalla morte analizzando diversi profili(politico, letterario,psicologico) che hanno portato il personaggio Ad essere il mito più celebrato non solo a sinistra ma anche tra i moderati e ,soprattutto,fra i cattolici.

46) Radio Firenze, Lo scrigno ritrovato, "Il governo delle cose" n. 49/50 ottobre-novembre 2006
Il recupero degli archivi di Radio Firenze come occasione per riflettere sull’esperienza dei programmi regionali della Rai: un percorso che avuto varie fasi ma tutte feconde di risultati e che sarebbe un grave errore non riprendere , pur in mutate forme e in modo adeguato ai tempi.

47) Vestivamo alla Che Guevara, "Il governo delle cose" n. 51 dicembre 2006
Seconda e ultima puntata sulla fenomenologia del mito di Che Guevara a quarant’anni dalla morte analizzando diversi profili (politico, letterario, psicologico) che hanno portato il personaggio ad essere il mito più celebrato non solo a sinistra ma anche tra i moderati e, soprattutto, fra i cattolici.

48) Buti: un microcosmo urbano , "Il governo delle cose" n. 52 gennaio 2007
Storia, tradizioni letterarie, qualità della vita di un’interessante realtà socioculturale. Un modello “glocal” inclusivo in cui la riscoperta delle tradizioni denota un’identità forte ma “aperta” allo scambio e all’integrazione e in cui il passato si lega ad un presente ricco di attività innovative specie nelle attività produttive, nella valorizzazione del patrimonio storico e naturalistico, nel sociale..

49) Arte ed enigmi : Martin Mystère a Firenze, "Il governo delle cose" n. 53 febbraio 2007
Analisi puntale delle avventure del fortunato fumetto di Alfredo Castelli (Bonelli edit) ambientate in Italia che offrono un’occasione per rivisitare la nostra storia e le nostre opere d’arte nella trama avvincente di misteri da risolvere in particolare, aspetti e significati del soggiorno fiorentino, di M.M., tra letture esoteriche e divulgazione di aspetti poco conosciuti ma oltremodo suggestivi.

50) Stella di un cielo nuovo, "Il governo delle cose" n. 55 aprile 2007
Il fiorire della poesia nel deserto quotidiano. Affetti, ricordi, dolori: un’umanità autentica in antitesi all’omologazione del pensiero unico. Poesie e racconti esprimono il fluire segreto della vita. Che ha toni sommessi e nella società dell’ immagine, dove tutto deve essere iper, mega, ultra, in mezzo al frastuono della comunicazione eccessiva, ci aiuta a riscoprire i valori più autentici.
Quando, poi, nella società contemporanea, il desiderio di felicità diviene ossessivo, abbandonare l'orgoglio faustiano, significa recuperare non solo l'equilibrio psicologico ma anche il senso profondo della vita, abbandonare l’egoismo individuale, l’atteggiamento “furbo” di chi cerca di salvarsi da sé, magari a scapito degli altri, per riconoscere, invece, che tutti insieme ci salveremo e salveremo il futuro dell’ umanità.

51) Simbologia delle isole e i due volti dell’Occidente, "Il governo delle cose" n. 56 maggio 2007
Manhattan, Hong Kong, l’Ile de la Cité a Parigi: il cuore della civiltà contemporanea è spesso un’isola, che denota, ad un tempo, continuità e discontinuità.
Nella cultura occidentale l’isola, è stata sempre un topos polisemico: simbolo di remota solitudine (l’isolamento), come Ogigia o come l’isola della Tempesta shakespeariana ma anche la terra-ponte, crocevia di popoli, come la Creta minoica.

52) L’America e il mito ambiguo dell’ultimo occidente, "Testimonianze" n. 452 giugno 2007
La storia del mitop di una terra nuova, un paradiso da ritrovare, circonda i rapporti tra europei e America. Oggi solo se l’America saprà abbandonare il mito della propria “diversità” potrà ritrovare i principi più pregnanti della sognata terra della libertà e delle opportunità.

53) Robert Kennedy. Attualità del suo pensiero e del suo esempio (1° puntata), "Il Governo delle Cose" n. 57 giugno 2007
La figura di Robert Kennedy è stata per lo più presa in considerazione di riflesso a quella del fratello. Ma Bob non fu solo l’interprete ed il continuatore delle idee politiche di JFK. Seppe esprimere una forte leadership che, alla fine degli anni ’60 impersonò il cambio d’epoca. Se fosse arrivato alla Casa Bianca, il ’68 e gli anni ’70 avrebbero avuto un segno ben diverso, fatto di aperture audaci ma costruttive.

54) Robert Kennedy. Attualità del suo pensiero e del suo esempio: un idealista che sapeva vincere ( 2 ° puntata), "Il Governo delle Cose" n. 58-59 luglio/agosto 2007
RFK "un idealista che sapeva vincere" impersonò la volontà di cambiamento, la speranza in un mondo migliore. Molte sue prese di posizione (si pensi a quelle sull’ambiente, sulle aree metropolitane, sulle nuove povertà) sono ancora oggi di scottante attualità.
Una politica nuova per gli Stati Uniti era stata inaugurata dai fratelli Kennedy: per vincere la sfida con l’Unione Sovietica bisognava far crescere la democrazia nel mondo e il suo germe, prima o poi sarebbe attecchito anche all’est. Far crescere la democrazia (non "esportarla") significava favorire ogni apertura e ogni occasione di dialogo. Una linea che avrebbe portato ad un mondo nuovo se, come ha scritto Veltroni il sogno kennediano non si fosse spezzato con l’uccisione dei due Kennedy.

55) Robert Kennedy. Attualità del suo pensiero e del suo esempio: la Sfida (3 a puntata), "Il Governo delle Cose" n. 60 settembre 2007
Se è comprensibile che la destra esorcizzi il mito kennediano in quanto troppo attento alle ragioni del “altri”, e quindi incompatibile con la politica di potenza, è più difficile capire una certa ostilità della sinistra. Che ha una spiegazione solo nell’inconscia “ gelosia” di chi, con Marx nuovamente in soffitta, vuole mantenere, almeno, una nominale egemonia in campo progressista e teme l’intrusione di un messaggio più vitale della retorica gauchiste diluita in un terzomondismo di maniera.
Oggi gli esponenti politici, in particolare gli Amministratore pubblici, tendono a presentarsi come tecnici, a far sfoggio di efficientismo, non di rado disgiunto da una cultura del risultato. Ma è sufficiente pensare alla politica come al lavoro di un manager ?
L’esperienza dei Kennedy è, dunque, ancora di grande attualità, se vogliamo stabilire nuove regole per vincere la disaffezione per la politica e la deriva verso una “democrazia rivendicativa” .

56) Il maggio delle rose: Le illusioni tradite del ’68, "Il Governo delle Cose" n. 61 ottobre 2007
Un saggio che ripercorre le fonti culturali del maggio francese, lo stravolgimento dei fermenti degli anni ’60 avvenne perché a Parigi prevalse il ribellismo mutuato dalla tradizione comunarda e blanquista mentre in Italia e in Germania, gli originari motivi ispiratori, furono fagocitati dall’ estremismo marxista, che faceva proprie posizioni anarchiche e gauchistes.

57) Sherlok Holmes in Redazione . , "Il Governo delle Cose" n. 62/63 dicembre 2007
Come avvengono la selezione e il trattamento delle notizie nei quotidiani e nell’informazione televisiva? Quali sono oggi i requisiti del concetto di obiettività? Molte notizie sono incomplete, lacunose sembra che non dicano nulla: in realtà danno un’informazione fuorviante perché la notizia-non notizia non è mai neutra.
L’informazione gridata si avvicina sempre più agli spot nei Tg crescono i titoli ad effetto perché la concorrenza esige un messaggio “forte”. Non a caso una delle caratteristiche più rilevanti nella selezione delle notizie che, a sua volta, è un aspetto particolare della ridondanza.
Ma come ricerca un’etica, un’ecologia dell’informazione?
Il saggio prende spunto da una lezione tenuta da G.Parenti all’Università di Pisa (Filosofia del Diritto).

58) Cristiani in cammino, "Il Governo delle Cose" n. 64 gennaio 2008
Sulla stampa e nei talk show sono numerosi gli appelli alla riscossa laica che spesso è una recrudescenza del laicismo di derivazione ottocentesca. In questo saggio si racconta un percorso culturale che è al tempo stesso, esperienza di vita. Dal ’68 al “non abbiate paura” di Giovanni Paolo II, dalle riflessioni sulla Scuola di Francoforte agli studi di antropologia culturale.

59) La Rai come il gigante Anteo?, "Testimonianze" febbraio 2008
Il rapporto con il territorio deve essere un impegno prioritario del servizio pubblico radiotelevisivo e non riguarda solo l’informazione ma serve a far emergere le potenzialità culturali di una determinata area, con una prospettiva non autarchica ma “globale-locale”, di interazione reciproca.

60) Sulle tracce dell’orso.Miti e simbologia , "Il Governo delle Cose" febbraio 2008
Un simbolismo poliformico quello dell’orso perché alla combattività unisce un comportamento protettivo e materno, E’capace di un furore primordiale ma le sue movenze lo rendono simpatico un simbolismo che proviene da epoche remote dai miti greci e indiani a quelli celtici e germanici: temuto e venerato da tutti i popoli uralo altaici e dai pellerossa d’America. Dall’orso anche l’uomo contemporaneo ha molto da imparare.

61) L’universo simbolico delle fiction televisiv, "Il Governo delle Cose" marzo 2008
Tra gli ingredienti narrativi delle fiction si segnala la prevalenza del “lato umano”, parallelamente all’angolazione soggettiva delle vicende. Sono la speranze, le sofferenze, le gioie del protagonista ad essere messe a fuoco mentre gli altri personaggi sono complementari e non hanno vita autonoma.
Il prodotto televisivo non è un’opera aperta nel senso sottolineato da Umberto Eco, perciò occorre spesso una “doppia versione” di una vicenda per avere uno spettro interpretativo più ampio.
Tra le ibridazioni merita particolare considerazione la docu-fiction in cui aspetti narrativi e informativi si intersecano.
C’è, poi, il versante in cui il testo è informazione e si ricorre alla fiction solo come supporto. Il cinema hollywoodiano è stato il maggior ambasciatore degli USA nel mondo, il mezzo più efficace per la penetrazione di prodotti e della mentalità americana. Ma senza la teelvsione tale influenza sarebbe stata ben più limitata.

62) Il Prete Gianni e la ricerca del Paradiso, "Il Governo delle Cose" aprile 2008
La strategia d’immagine e l’opera di disinformazione che spesso le si affianca non sono un prodotto esclusivo dei mass-media Nel XII secolo, per rianimare l’opinione pubblica europea scossa dal fallimento delle crociate si “inventò” la notizia che un fantomatico sovrano d’Oriente, il Prete Gianni stava per intervenire a fianco dei cristiani di Palestina.

63) Solitudine urbana e città vive: attualità di Giorgio La Pira, "Il Governo delle Cose" maggio 2008
Il ruolo cruciale delle città nella società contemporanea : da luogo di aggregazione a luogo di estraniazione ,anzi non.-luogo . Le intuizioni di Giorgio La Pira sono la basde da cui possiamo partire per un’inversione di tendenza.

64) Comunicazione istituzionale e territorio , "Il Governo delle Cose" giugno 2008
La comunicazione istituzionale ha un valore aggiunto di credibilità perché prpviene da un soggetto autorevole .ma questa apertura di credito può mantenersi solo a prezzo di un profilo molto alto di obiettività . Numerose le potenzialità. Ad esempio, piani di comunicazione per promuovere cittadinanza attiva e per diffondere la cultura della legalità.

65) Il lato oscuro. Strategie d’immagine nella storia , "Il Governo delle Cose" luglio-agosto 2008
La storia è costellata di stereotipi fissati nella coscienza collettiva come in un ritratto. Eppure molti protagonisti rivelano una personalità complessa, addirittura un lato oscuro che no non si può ridurre al metro rapporto fra la maschera e il volto. La comunicazione comporta una semplificazione per cui un aspetto viene messo in evidenza rispetto ad altri. Ciò per deliberata scelta del soggetto o di chi ha avuto interesse a presentarlo con determinate sembianze.

66) Taitù la leonessa d’Etiopia, "Il Governo delle Cose" ottobre 2008
Una ricostruzione storica della regina Taitù, moglie di Mnenelik che la propaganda bellica e colonialista dipinse come “feroce”, forsennata e che fu invece un personaggio dotato di grande carisma, un mix di fascino, autorevolezza e spirito guerriero.

67) Le Radici, prefazione al libro “C’era una volta Buti Seconda raccolta di racconti,” di Luigina Parenti.
Questa prefazione sottolinea che quando facevamo parte di quel mondo ormai scomparso, non sapevamo apprezzarlo adeguatamente perché prevaleva il mito della modernità, la corsa al progresso. Ma in quel piccolo mondo c’erano valori che non debbono andati perduti come la sobrietà, la genuinità, lo spirito comunitario, la solidarietà.

68) La vita vera, (riflessioni durante una domenica butese).
Oggi che il mito dell’eterno progresso è crollato e le luci delle città si affievoliscono nel grigiore della solitudine urbana, nei piccoli ma anche nei grandi centri urbani è possibile riscoprire i valori più profondi. Anche a Parigi, sulla collina di Montmartre, in uno dei luoghi più turistici del mondo, ho trovato una sagra di prodotti tipici e un mercatino rionale che sottolineavano il gusto dell’identità locale. articolo in www.lidoscarpellini.it.

69) Avendo per orizzonte il mondo intero in Testimonianze perché Cinquanta ann idi percorso (e prospettive)di una rivista, "Testimonianze" n. 459 ottobre 2008
Il ricordo di come entrai in contatto con la rivista e dei lunghi dialoghi con Ernesto Balducci protagonista di un impegno coraggioso in quanto essere pacifisti senza se e senza ma significava essere considerati una quinta colonna del comunismo internazionale,nel momento in cui dopo la breve parentesi del dialogo Kennedy-Krusciov, la guerra fredda aveva di nuovo preso il sopravvento. In realtà, proprio il pacifismo portò allo sgretolamento della logica dei blocchi e, con la caduta del muro di Berlino, ad una fase nuova della politica internazionale.

70) Come una farfalla di maggio, "Testimonianze" n. 460 novembre 2008
Luci ed ombre del ’68 e dell’eredità ambivalente che ci ha lasciato: dal lassismo e la “democrazia rivendicativa” che ancora oggi portano conseguenze negative nei comportamenti sociali all’abbattimento di pregiudizi sessuali, razziali, religiosi che hanno aperto la porta alla tolleranza e al rispetto del “diverso” nella società contemporanea .

71) Comunicazione sociale e cultura della legalità, "Il Governo delle Cose" dicembre 2008
La comunicazione gioca un ruolo decisivo per far emergere un nucleo di immagini e di comportamenti la cui disincentivazione non può essere affidata solo a elementi sanzionatori e ad azioni coercitive ma deve essere al centro di esperienze mirate. In un capitolo (intitolato Il dilemma di Socrate) si affronta i rapporto fra legalità e legalismo

72) Obama : “Oggi la speranza ha il tuo volto”, "Il laburista" febbraio 2009;"Il Campanile" febbraio 2009
Non è una nuova edizione del sogno americano. Tutto il mondo spera che una nuova epoca si sia aperta. La globalizzazione fa sì che tutto quanto avviene a Wall Street abbia ripercussioni in ogni angolo del mondo ma Wall Street, a sua volte deve fare i conti con le risorse energetiche, con le materie prime, con il costo del lavoro. Ancora una volta una Nuova frontiera, una grande sfida e la sensazione che tutti insieme ce la faremo. Buon lavoro Presidente Obama ! Ha ragione il giovane che ha scritto sul blog “oggi la speranza ha il tuo volto”.

73) La guerra corre sul treno, "Il governo delle cose" febbraio 2009
Lo scoppio della prima guerra mondiale analizzato dettagliatemene attraverso i passi effettuati dalle diplomazie europee e la contemporanea mobilitazione delle forze armate. Quest’ultima riuscì a mettere di fronte al fatto compiuto i governi le cui responsabilità ed omissioni sono esaminate in “tempo reale”.

74) Volterra Città del mistero, "Informatore Coop" aprile 2009
Da Vaghe stelle dell’orsa di Luchino Visconti a Ritratto di Donna velata, da Crimen Criminis di Andrea Nacci a Chimaira di M.V.Manferedi Volterra è stata la location prediletta di romanzi, film, sceneggiati che hanno per protagonista il mistero.perché?

75) Donne al potere:Matilde di Canossa, "Il governo delle cose" aprile 2009
Sembra un desitno obbligato per molte donne che,nel corso dei secoli, hanno esercitato “in proprio” il potere, essere considerate sovrane magnanime o forsennate virago, sante e omeretrici. A questa sorte (che per certi versi e in forma più limitata, riguarda anche personaggi-mito del nostro tempo) non si sottrae Matilde di Canossa In realtà Matilde aveva una personalità complessa e non riconducibile ad angusti stereotipi.

76) Per Elisa"Informatore Coop" maggio 2009
Duecento anni fa, Elisa Bonaparte divenne, per un breve periodo granduchessa di Toscana. Lasciava il principato di Lucca dove restano tracce significative del suo “buongoverno” e a cui restò sempre sentimentalmente legata.

77) Democrazia incompiuta e vecchio cesarismo, "Il governo delle cose" maggio 2009
Il rapporto fra istituzioni e società civile: il terzo settore non può esserer considerato come erogatore di servizi ed i partiti come unica espressione della politicità. In realtà associazionismo e volontariato esprimono una politicità che deve trovare spazio nelle istituzioni per attuare una democrazia diffusa. Il saggio esplora le radici lontane del concetto di partecipazione, da Rousseau a Constant da Quesnay a Mandelville per passare poi ad esaminare come questo rapporto si sia sviluppato nella prima e nella seconda repubblica e le ragioni per cui la società civile non è ancora coinvolta appieno nella vita istituzionale.

78) Nostalgia del demone meridiano ?, "Il governo delle cose" maggio 2009
Il demone meridiano,l’accidia, è caratteristico delle civiltà mediterranee. Nel Medioevo, il progressivo spostamento a Nord del baricentro del cristianesimo accentuò l’identificazione della luce con la Rivelazione e, quindi,con il bene. Lo Zenit, nell’ Europa Settentrionale, non portava l’opprimente calura mediterranea. Era invece il freddo della notte a incutere timore. Satana divenne, il Signore delle tenebre.

79) Nostalgia del demone meridiano ?, "Il governo delle idee" luglio/agosto 2009
Non è un divertissement di mezza estate ma una riflessione che si snoda su più piani: dalla mitologia classica alle analisi della Scuola di Francoforte sull’uomo a una dimensione e sulla funzionalizzazione del tempo libero, dalla letteratura del XIX secolo alle ricerche antropologiche sul vampirismo, dalla solitudine come condizione esistenziale di cui parla Miligram al “diritto all’ozio” di Orazio, Seneca, Stevenson. Lafargue (fino al recente studio di De Masi), dalla società alla deriva di Castoriadis e dai non luoghi di Augé all’uomo planetario di Ernesto Balducci. e alle analisi di Latouche sull’occidentalizzazione del mondo.

80) Una notte di novembre a Berlino, "Il governo delle idee" ottobre 2009
A venti anni di distanza si rievocano l’abbattimento del Muro ,gli antefatti e le conseguenze politiche con un commento che unisce impressioni personali all’analisi socio-politica.

81) Martin Mystere da americano a toscano, "Informacoop" novembre 2009
Martin Mystere l’eroe del fumetto creato da Alfredo Castelli compie un lungo soggiorno a Firenze durante il quale il suo carattere muta : se prima ricordava 007 o indiana jones, adesso è più “umanizzato”; tra l’altro smette di fumare e preferisce risolvere enigmi piuttosto che imbarcarsi in rocambolesche avventure. Castelli, insomma,sfrutta il cambio di scenario per “aggiornare” il suo personaggio.

82) Dark ladies e femmes fatales nel cinema del novecento, "Il governo delle idee" novembre 2009
La prima parte di un saggio sulla figura della dark lady prendendo in esame alcuni film famosi attraversi i vari remakes o le varie versioni che hanno avuto nel corso del ‘900. Questa prima parte esamina i film di Marlene Dietrich, le quattro versioni di Sangue e arena le altrettante de La femme et le pantin (Lulu), quelle di Double Indemnity (La fiamma del peccato) e quelle de Il postino suona sempre due volte

83) Matilde di Canossa, "Informatore" gennaio 2010
Un profilo della donna più potente del Medioevo che esercitò un potere sovrano su gran parte dell’Italia

84) Ambiguità del potere: talvolta è meglio un basso profilo, "Il Governo delle idee" marzo 2010
In genere si pensa che una strategia d’immagine di alto profilo faciliti la presa del potere; Napoleone III riuscì a divenire Imperatore adottando la tattica opposta

85) Antichi giochi di parole, "Informatore" marzo 2010
Scritte esoteriche, palindromi ed enigmi, alcuni misteri di Toscana

86) La bella del rinascimento, "Informatore" aprile 2010
Simonetta Cattaneo la “modella” di Botticelli la donna più celebrata da poeti e pittori del Rinascimento

87) La principessa triste, "Informatore" maggio 2010
Biografia di Maria de’ Medici nella Francia di Richelieu

88) Enrico Rossi al governo della Toscana, "Il governo delle idee" maggio 2010
Lo stile politico del nuovo presidente della Toscana

89) Italia francia 6-2, "Informatore" giugno 2010
Si rievoca la prima partita della nazionale di calcio giocata nel 191° e conclusa con una bella vittoria

90) Donne e potere: regine senza corona, "Il governo delle idee" giugno 2010
La capacità di una gestione “indiretta” del potere ma assai incisiva, nella Francia del XVI e XVII secolo

91) Dal radiodramma al radio film, "Etruria oggi" luglio 2010
Come si è modificato il linguaggio radiofonico anche a seguito dell’adozione di nuove Tecniche di produzione

92) Scontro di civiltà nelle pieghe della storia, "Il Governo delle idee" luglio 2010
Rilettura del mito di Polifemo come esponente di una civiltà preellenica e parallelismo con le vicende degli indiani d’America

93) Radio Firenze alla Rai toscana del futuro, "Il Governo delle idee" settembre 2010
Il recupero degli archivi radiofonici della sede Rai di Firenze come occasione per ripensare e riprogettare la programmazione regionale.

94) L’affare Dreyfus:un processo mediatico, "Il Governo delle idee" ottobre 2010
L’influenza della stampa e dei movimenti d’opinione sul celebra caso politico-giudiziario.

95) Kennedy, come si fa il Presidente, "Il Governo delle idee" novembre 2010
La strategia d’immagine adottata da Kennedy nella campagna presidenziale si lega alla constatazione che la sua vittoria non fu solo un effetto-immagine.

96) Un'avventura coloniale alle sorgenti del Nilo - prima parte - , "Il Governo delle idee" gennaio 2011
L’esplorazione dell’Africa equatoriale la presa costituzione di un’area d’influenza francese divengono presupposto per un ambizioso progetto: creare un asse est-ovest dei possedimenti francesi.

97) Un'avventura coloniale alle sorgenti del Nilo (Fashoda) - seconda parte - , "Il Governo delle idee" febbraio 2011
La spedizione Marchand, la vicenda di Fashoda, le ripercussioni nella politica internazionale e la definitiva spartizione dell’Africa.

98) Il sogno mediterraneo la diplomazia di La Pira, "Il Governo delle idee" aprile 2011
L’intuizione lapiriana del Mediterraneo come luogo cruciale della politica internazionale alla base della sua strategia di pace, che dette vita ai “colloqui mediterranei” e raffronto con l’attuale situazione politica.

99) Matilde, la rossa guerriera, "In Etruria oggi" aprile 2011
Una breve biografia di Matilde di Canossa vista come grande feudataria che governa con un potere proprio vasta parte della nostra Penisola e, nel corso dei secoli, è apparsa antesignana dell’ indipendenza dell’Italia. Ma quale era realmente il rapporto con l’Impero? C’era già un’idea nazionale?

100) Donne in giallo, "Informacoop" marzo 2011
Il thriller è, considerato un genere letterario tipicamente maschile sia per quanto riguarda gli autori che i protagonisti. Eppure oggi, sono molte le scrittrici di racconti polizieschi. Ma è una realtà ancora poco conosciuta dal grande pubblico: proprio per farla emergere, è sorto a Pisa il Premio Europa, il primo in Italia riservato esclusivamente alla narrativa gialla e noir al femminile

101) Un toscano tra i mille, "Informacoop" aprile 2011
Biografia di Giuseppe Bandi che dopo essere stato ufficiale garibaldino e poi dell'esercito italiano, divenne scrittore e giornalista di talento e che ha effettuato un appassionato e lucido resoconto della spedizione dei Mille. Perché bandi "sa narrare con straordinaria disinvoltura e sobrietà di stile - ha rilevato il presidente Ciampi - di chi combatte per un ideale per il quale è pronto a sacrificare anche la vita".

102) Da maggiolate a maggi, "Informacoop" maggio 2011
Il fiorire della natura è stato celebrato, fin dai tempi più lontani, con canti, danze nell'Italia centro-settentrionale è ancora vivo il ricordo del Calendimaggio che aveva una funzione propiziatoria; in cambio di doni (uova, dolci), i giovani cantano stornelli in ottave. Nel Nord Europa si celebrava invece una sorta di halloween primaverile: la notte di Santa Valpurga, era la notte magica in cui si cacciavano le streghe (personalizzazione di ogni paura), e il primo maggio rappresentava il passaggio alla luce della primavera e del nuovo raccolto, una notte liberatoria dalle vecchie paure e bene augurante per la nuova stagione.

103) Schiaffo di Tunisi(1881), "Il Governo delle idee" maggio 2011
La Francia frustra le aspirazioni italiane ad un protettorato sulla Tunisia approfittando delle esitazioni di governi che dalla politica delle mani nette passarono ad altalenanti aspirazioni coloniali. La Francia gioca d’anticipo e per reazione l’Italia accelera l’entrata nella triplice alleanza.

104) L’illusione di Tripoli (prima parte), "Il Governo delle idee" giugno 2011
Dopo lo schiaffo di Tunisi l’Italia cerca un “compenso”in Tripolitania con il beneplacito delle potenze europee e dietro le pressione di una campagna di stampa favorevole all’impresa.

105) L’illusione di Tripoli (seconda parte), "Il Governo delle idee" giugno 2011
Quella che doveva essere una semplice “passeggiata militare” si rivela ben più ardua del previsto…

106) 1961: L’alba dei sogni infranti, "Il Governo delle idee" ottobre-novembre 2011

107) Riscoprire il piacere della legalità nel vol ccoll AAVV Il male oscuro: corruzione e “sistema Paese”, in “Testimonianze” novembre-dicembre 2011

108) Linguaggi della moda e psicologia , "Il Governo delle idee" dicembre 2011

109) Amerigo Vespucci (eventi per i 500 anni dalla morte) , “Informatore Coop” febbraio 2012

110) La finis Austriae tra le radici della cultura europea , “Il Governo delle idee” marzo 2012

111) Silvio Gigli: il papà della radio , “Etruria Oggi” aprile 2012

112) Il nido del Poeta (per il centenario di Giovanni Pascoli) , “Informatore Coop” aprile 2012

113) Teodora di bisanzio: seduzione e carisma, “Il Governo delle idee” aprile-maggio 2012

114) Quando Balducci parlava alla radio, in numero speciale di “Testimonianze” dedicato ad Ernesto Balducci aprile 2012

115) Lo specchio rotto di Musil, “Il Governo delle idee” giugno 2012